Si arrestano i malati: pazzesco!!!

Pensavamo non accadesse, ma invece è accaduto…

Già perché un onesto cittadino, che con tante difficoltà – perché anche crescersi due piccole piantine autofiorenti è difficile e costoso! – cerca di curarsi utilizzando la sostanza, o le sostanze, che meglio si addicono ai suoi problemi, senza danneggiare nessuno, anzi facendo del bene alla comunità non regalando soldi ai criminali, giammai POTREBBE PENSARE che lo Stato, che i più deboli, e a maggior ragione i malati, dovrebbe tutelare, questi cittadini li danneggi, li perseguiti e li criminalizzi!!!

Dalle lettere a Matteo… ci sarebbe da fare una rubrica. Matteo Gracis è il direttore di Dolcevita la nota rivista antiproibizionista promotrice della campagna iocoltivo.eu. Campagna di cui abbiamo già parlato, che sosteniamo e che dimostra l’assurdo del sistema italiano. Iocoltivo.eu istiga a delinquere, eppure non viene chiuso, invece i cittadini malati vengono arrestati se coltivano due innocue piantine (praticamente bonsai, e pianteremmo ben altro!). RIDICOLO!!! HAHAHA!!! …ma da chi siamo difesi? Da Pulcinella!!! CAMBINO SUBITO QUESTE LEGGI INFAMI!!!

Malato di sclerosi multipla da diversi anni, ha trovato nella cannabis una valida terapia, così valida che nonostante la malattia è sempre in prima linea per la difesa dei diritti dei malati, contro il becero e anacronistico proibizionismo, voluto solo da lobby e criminalità, che sta danneggiando l’intero popolo italiano. Andrea è uno dei fondatori del Cannabis Club La Piantiamo, il primo cannabis club terapeutico italiano, nato nel 2013. Ha un bel bambino e la sua compagna gli è sempre accanto nella sua lotta radicale contro l’immensa ingiustizia proibizionista.

Il 28 lotto da Bonafede

Il 28 luglio 2020 saremo presso il ministero della Giustizia per continuare a chiedere a gran voce che cessi questa persecuzione verso gli utenti della cannabis, soprattutto i malati che potrebbero risparmiare milioni di euro piantandola, sottraendo gli stessi milioni alla criminalità. Già perché molti malati, pur di avere la loro terapia, devono rivolgersi al mercato nero. Tutto questo è troppo ingiusto, speriamo che Bonafede concordi con noi.

Andrea trisciuoglio, Davide Scrano, Alberico e Omar Nobile, Dario Verga, Fabrizio Pellegrini, Carlo Monaco, Enrico Costantini, Manlio Minichini, Giuseppe Rossodivita e la sempre presente sul campo Rita Bernardini il 28 luglio continueranno questa lunga lotta antiproibizionista dall’esito scontato: vinceremo e chiederemo i danni allo Stato!!!

Fatti (bello/a) con la cannabis!

Malato di sclerosi multipla da diversi anni, ha trovato nella cannabis una valida terapia, così valida che nonostante la malattia è sempre in prima linea per la difesa dei diritti dei malati, contro il becero e anacronistico proibizionismo, voluto solo da lobby e criminalità, che sta danneggiando l’intero popolo italiano. Andrea è uno dei fondatori del Cannabis Club La Piantiamo, il primo cannabis club terapeutico italiano, nato nel 2013. Ha un bel bambino e la sua compagna gli è sempre accanto nella sua lotta radicale contro l’immensa ingiustizia proibizionista.

Cannabis e dipendenze

Se non sono un tossicodipendente lo devo in prima linea alla cannabis! Se non ho avuto problemi a utilizzare oppiacei come l’eroina e ad uscirne pulito, e in salute mentale e fisica, tanto da poter conseguire una laurea in ingegneria e lavorare producendo reddito per me e per gli altri, lo devo in prima linea alla cannabis.

La cannabis ha solamente migliorato la qualità della mia vita praticamente da tutti i punti di vista, è stata più utile di tantissime altre sostanze che ho utilizzato alla ricerca del benessere psico fisico e molto meno dannosa delle altre sostanze.

Oggigiorno il CBD mi apre altre prospettive di benessere, la ricerca tanto auspicata, che per fortuna nonostante il criminale proibizionismo è andata e va avanti, ci ha fatto isolare e conoscere questa preziosa molecola, e tante altre molecole e meccanismi stiamo conoscendo. Avremmo molte più possibilità se fosse già libera, e fosse semplice già per ognuno sperimentare e testare diverse varietà alla ricerca del benessere. Parliamo di sollievo dai problemi gastrointestinali, come di sollievo da ansia e depressione, come si sollievo da dolori cronici, o da inappetenza, o da insonnia… parliamo di star bene, cosa che il proibizionismo ci nega.

Vorrei poter utilizzare più CBD e assumere meno cannabis fumando, di certo fumo molto meno tabacco di quando avevo vent’anni e fumavo un pacchetto di sigarette al giorno, ma se non ci fosse il proibizionismo che limita disponibilità e fa lievitare i costi, potrei assumere solo cannabis, magari vaporizzandola. Quanto danno fanno quei criminali dei politici che sostengono certe leggi anacronistiche, assurde e dannose per il popolo.

Dottore in Ingegneria Informatica, laureatosi con una tesi di ricerca presso il CNR sul riconoscimento biometrico utilizzando il pattern dell’iride umana, web developer e web marketer presso la web agency Web Lab24. Uomo di scienza, convinto antiproibizionista e utilizzatore di cannabis da oltre venti anni. Un fottuto aspie che controlla i suoi melt down e la sua asocialità con la cannabis, ma che se sente parlare un proibizionista non garantisce per la sua incolumità! Un cittadino in attesa di leggi più giuste e in attesa di risarcimento.

Incontro con Germana Apuzzo

Nome già noto agli antiproibizionisti Germana Apuzzo incontrerà una nostra delegazione nei prossimi giorni. Germana Apuzzo è niente poco di meno che il direttore (o la direttrice che dir si voglia) dell’Ufficio Centrale Stupefacenti.

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Malato di sclerosi multipla da diversi anni, ha trovato nella cannabis una valida terapia, così valida che nonostante la malattia è sempre in prima linea per la difesa dei diritti dei malati, contro il becero e anacronistico proibizionismo, voluto solo da lobby e criminalità, che sta danneggiando l’intero popolo italiano. Andrea è uno dei fondatori del Cannabis Club La Piantiamo, il primo cannabis club terapeutico italiano, nato nel 2013. Ha un bel bambino e la sua compagna gli è sempre accanto nella sua lotta radicale contro l’immensa ingiustizia proibizionista.

Benzodiazepine, cannabis e CBD

In questo articolo parliamo di quella classe di farmaci noti come benzodiazepine. Ce ne sono davvero di tanti tipi caratterizzati da un’emivita più o meno lunga, e sostanzialmente esplicano un effetto ansiolitico, ossia cancellano l’ansia, e non solo quella.

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Dottore in Ingegneria Informatica, laureatosi con una tesi di ricerca presso il CNR sul riconoscimento biometrico utilizzando il pattern dell’iride umana, web developer e web marketer presso la web agency Web Lab24. Uomo di scienza, convinto antiproibizionista e utilizzatore di cannabis da oltre venti anni. Un fottuto aspie che controlla i suoi melt down e la sua asocialità con la cannabis, ma che se sente parlare un proibizionista non garantisce per la sua incolumità! Un cittadino in attesa di leggi più giuste e in attesa di risarcimento.

Cannabis per mal di schiena

La cannabis in Italia è prescrivibile per il dolore neuropatico, per quanto la sua efficacia sul dolore in sé non sia sempre elevata, risulta un ottimo coadiuvante di altre terapie.

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Giovanni Caggia, medico neurochirurgo pugliese, iscritto all’Ordine dei Medici della Provincia di Lecce in data 30.1.1981 con numero di iscrizione 3155, è attualmente responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Centro Cefalee dello Studio Radiologico Associato Calabrese di Cavallino (LE), struttura privata accreditata con il Sistema Sanitario Nazionale. Tra i primi dottori in Italia ad utilizzare la cannabis come terapia per per varie patologie.

420 ESPLOSIVO!!! Istigazione a delinquere online.

I changemaker si fanno beffa dello Stato impantanato nell’epidemia, e fanno bene!

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Dottore in Ingegneria Informatica, laureatosi con una tesi di ricerca presso il CNR sul riconoscimento biometrico utilizzando il pattern dell’iride umana, web developer e web marketer presso la web agency Web Lab24. Uomo di scienza, convinto antiproibizionista e utilizzatore di cannabis da oltre venti anni. Un fottuto aspie che controlla i suoi melt down e la sua asocialità con la cannabis, ma che se sente parlare un proibizionista non garantisce per la sua incolumità! Un cittadino in attesa di leggi più giuste e in attesa di risarcimento.

Petizione cannabis COVID19

Scrivo quest’articolo come lettera aperta all’Associazione pazienti cannabis medica la cui lodevole petizione appoggio e condivido.

Di seguito degli screenshot atti a dimostrare l’impegno profuso nella promozione della stessa.

Pagina antiproibizionista indipendente con più di 83.000 follower, dove la vostra petizione è stata aperta da 81 persone, molte delle quali avranno firmato, vista l’elevato coinvolgimento del pubblico di questa pagina su argomenti legati alla cannabis.
Qua siamo sulla pagina del Ministro della Sanità, che qualcuno vorrebbe già processare. Io sono tra quelli se non fa qualcosa SUBITO!
Questa l’ho scritta nella bacheca di Lucia Spiri di LaPiantiamo, che esibiva la sua terapia e tutto il kit per usarla su Facebook, dicendo appunto che voleva condividere virtualmente la sua terapia.

È stata condivisa anche su altri gruppi, altre pagine che gestisco e su Whatsapp.

Un mio amico che ha firmato e fatto una piccola donazione per aumentare di 25 volte la visibilità della petizione su change.org

Ormai la situazione è drammatica, eravamo già stati umiliati come pazienti, come utenti della cannabis, ora siamo andati oltre il fondo che già avevamo toccato. Ci hanno preso per culo praticamente tutti!

Quando resto senza cannabis, con i miei problemi, non c’è nessuna associazione a cui posso rivolgermi, nessun ente, NIENTE. E ammesso che qualcuno ti ascolti, può fare ben poco! BASTA!!! Parliamo di diritti essenziali e di salute! Questo è il momento per farci sentire come non mai, non si tratta di strumentalizzare questa tragedia pandemica, ma anzi si tratta di limitarne gli ingenti danni! In questo momento storico di crisi sanitaria ed economica, in cui vediamo messa fortemente in discussione la nostra libertà personale (noi ci eravamo già abituati), occorre reagire e rivendicarle le libertà personali. NON SIAMO CINESI!!!

Ci poniamo verso un governo e un Parlamento, opposizioni comprese, che hanno sul groppone migliaia di morti, per la loro incompetenza. Dovranno “trattare” e dovranno fare tutto quello di ragionevole che la gente propone per risollevarsi. Altro che fare “call” per cercare chi gli fa l’app. UNA GRANDISSIMA BUFFONATA!!! Si fanno dei bandi dopo aver buttato giù le specifiche, e per fare le specifiche si chiamano i migliori tecnici ed esperti del caso, non si fa una “CALL” aperta a tutti come dei disperati! Poi non possono comprarla dalla Corea questa “incredibile tecnologia”?!? Come se ci fosse qualcosa da inventare, dovete solo scegliere i migliori e metterli al lavoro per creare un app come quella coreana, non creare maggiore confusione con “call” di sorta! DAI!

Tornando all’antiproibizionismo sono molto deluso dall’assenza e dall’inefficacia delle associazioni sul nostro territorio, nel 2013 con la nascita di LaPiantiamo, proprio nella mia provincia, sembrava che stessero per cambiare tante cose, e poi? Nulla di fatto! Ora purtroppo la LaPiantiamo l’ha piantata, anche se hanno ancora il sito web e risultano, cercando in rete, il primo cannabis social club terapeutico italiano.

Vorrei associazioni reali, aperte e presenti, con uffici, personale, canali chiari e soprattutto gente che ti risponde e ti accoglie, e non persone che, se ti danno retta, sembra vogliano guadagnare a tutti i costi su di te o plagiarti in un qualche modo. Io quest’aria respiro in giro parlando con le persone e leggendo sui social.

So che non è facile sia chiaro, e che è facile parlare e basta (credo di star facendo qualcosina di più che parlare), so che ci vogliono anche soldi. Ma io sto spendendo da lustri migliaia di euro l’anno, per avere spesso un prodotto non di qualità, rischiando ancor di più la salute. Bisogna poterla piantare e chi usa cannabis per stare meglio da anni deve essere risarcito! In ogni caso non è certo questo il luogo per dire tutto quello che bisogna e non bisogna fare, credo che lo sappiamo già di cosa abbiamo bisogno subito: libertà di curarci!

A voi cara associazione, avevo già scritto su FB e mi è stato, molto gentilmente, chiesto di scrivervi via email, eccomi qua!

Vi chiedo perdono per il piccolo sfogo, ma l’astinenza dal THC mi rende più nervoso del solito, e spero potremo collaborare fattivamente in diversi modi per raggiungere il risultato di rendere per davvero libera la cannabis terapeutica! Intanto spero riuscirete quanto prima nell’intento di sottoporre a Speranza la vostra petizione, domani spammerò ulteriormente! 😉

Il mio numero è 328 3727667, la mia email è info@weblab24.it, e io sono Eugenio. Grazie per l’attenzione!

P.S. ho preferito scrivere un articolo all’insegna della massima trasparenza, ma anche per creare contenuti su questo sito dedicato alla cannabis terapeutica, lo stesso link al vostro sito presente in questa pagina, serve per migliorare il posizionamento dello stesso su Google.

Dottore in Ingegneria Informatica, laureatosi con una tesi di ricerca presso il CNR sul riconoscimento biometrico utilizzando il pattern dell’iride umana, web developer e web marketer presso la web agency Web Lab24. Uomo di scienza, convinto antiproibizionista e utilizzatore di cannabis da oltre venti anni. Un fottuto aspie che controlla i suoi melt down e la sua asocialità con la cannabis, ma che se sente parlare un proibizionista non garantisce per la sua incolumità! Un cittadino in attesa di leggi più giuste e in attesa di risarcimento.

Rimborsabilità cannabis terapeutica, come fare in Puglia – Parte prima

Le condizioni per la rimborsabilità della cannabis in Puglia prevedono che l’inizio del trattamento avvenga in ambito ospedaliero e che la cannabis venga prescritta da uno specialista autorizzato all’interno di un piano terapeutico.

Il piano terapeutico per la cannabis

Io sono solo un dottore in ingegneria informatica, sono avvezzo ai protocolli informatici, ma trovo che la burocrazia unita alla sanità sia una delle matasse più intricate da sciogliere. Ho parlato con tanti dottori e pazienti e devo dire che nessuno mi ha dato delle indicazioni che mi siano sembrate chiare e oggettive e soprattutto praticabili. Naturalmente questo è solo l’ennesimo problema cagionato dal proibizionismo e dalla disinformazione in materia, che anche l’ignoranza e la scarsa proattività di tanti medici supporta. In ogni caso a quanto sembra dovrò farmi redarre questo benedetto piano terapeutico.

Da oggi 10 dicembre mi muoverò per avere quello che mi spetta di diritto, ossia la cannabis a spese dello stato per gestire il dolore cronico cagionatomi da un’ernia discale, che attualmente gestisco con Pregabalin e Tramadolo. La mia salute sta venendo inesorabilmente danneggiata ogni giorno più del dovuto per colpa dei medici ignoranti che mi circondano (non tutti per fortuna e alcuni loro malgrado) e dello Stato che mi ospita con le sue leggi infami e criminali.

L’argomento è molto delicato, parliamo della mia salute, per questo documenterò tutto con i miei blog e forse anche con video su youtube, e sarò pronto a portare in tribunale tutti i medici che mi forniranno informazioni sbagliate nell’esercizio delle loro funzioni. Attualmente in tribunale ci sto per portare un otorino di questo sud dalla sanità malata. E sarò pronto a denunciare tutte le cose non a norma in cui mi dovessi imbattere prima di ottenere l’agognata cannabis a spese dello Stato. Dopo potrò concentrarmi sulla class action per essere risarcito dai tantissimi danni subiti per colpa di leggi criminali, paragonabili a quelle naziste, o a quelle talebane.

Una volta ottenuta la mia cannabis a spese dello stato sarò lieto di condividere quanto appreso con altri pazienti, allo scopo apriremo anche un Cannabis Social Club, oltre ai nostri siti e canali social.

La legge vigente in Puglia sancisce che il costo dei farmaci cannabinoidi importati dall’estero è rimborsabile dal Servizio Sanitario regionale per l’analgesia nel dolore cronico (con particolare riferimento al dolore neurogeno) in cui il trattamento con antiinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rilevato inefficace.

Ricado assolutamente in questa fattispecie, e aldilà della minore efficacia dei farmaci citati, in assenza di cannabis, c’è anche da dire che usando la cannabis posso diminuire drasticamente i dosaggi degli stessi, cosa che il mio fegato apprezzerebbe non poco.

Per ottenere il piano terapeutico dovrò recarmi presso una delle strutture autorizzate dalla regione Puglia (ospedale o farmacia ospedaliera) e farmi redigere il piano terapeutico con cui ritirare la terapia ogni mese. A quanto sembra per ritirare la terapia a volte è sufficiente portare ogni mese il piano terapeutico, altre volte questo va accompagnato dalla ricetta medica, redatta ogni mese dallo specialista o dal medico di base.

La domanda che ora sorge spontanea è la seguente:

Quali sono in Puglia le strutture autorizzate a fare il piano terapeutico?

Domani chiamerò l’ASL e ci divertiremo! Spero di non imbattermi nel solito dipendente pubblico ignorante e cafone a cui sfugge che è in quel posto per lavorare per me, e quindi a tutti gli effetti è al mio servizio, senza se e senza ma. Capita quando si lavora per il pubblico, Vi pare?

Dottore in Ingegneria Informatica, laureatosi con una tesi di ricerca presso il CNR sul riconoscimento biometrico utilizzando il pattern dell’iride umana, web developer e web marketer presso la web agency Web Lab24. Uomo di scienza, convinto antiproibizionista e utilizzatore di cannabis da oltre venti anni. Un fottuto aspie che controlla i suoi melt down e la sua asocialità con la cannabis, ma che se sente parlare un proibizionista non garantisce per la sua incolumità! Un cittadino in attesa di leggi più giuste e in attesa di risarcimento.

Innovazione nel trattamento dei disturbi dell’alimentazione

La caratteristica comune a tutte le sindromi è una grave alterazione del comportamento alimentare non causata da malattie di competenza internistica o chirurgica. La classificazione attuale(DSM-5) prevede la definizione di tre sindromi principali: l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa ed il disturbo da alimentazione incontrollata.

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Medico chirurgo, specializzato in neurochirurgia, ex-dirigente 1°livello presso la Divisione di Neurochirurgia dell’Ospedale V.Fazzi di Lecce. Attualmente Responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Centro Cefalee dello Studio Radiologico Associato Calabrese di Cavallino(LE), struttura privata e accreditata con il Sistema Sanitario Nazionale. Uno dei primi medici in Italia ad aver utilizzato con successo terapie a base di cannabis.