È evidente come, anche alla luce delle evidenze scientifiche e degli orientamenti politici in materia di cannabis, un crimine enorme sia stato commesso nei confronti di coloro che hanno utilizzato cannabis per vivere meglio negli ultimi decenni.

Lo Stato con le sue leggi errate, che non trovano alcuna giustificazione stante la legalità di sostanze dannose come i superalcolici, ha di fatto costretto onesti cittadini ad attingere al mercato nero e a patire ogni sorta di persecuzione.

Un crimine contro l’umanità

Il proibizionismo della cannabis si configura di fatto come un crimine contro l’umanità, che da lustri costringe onesti cittadini a vivere nella clandestinità per curarsi e ricercare il benessere.

Ora servono ristori

Le vittime di un crimine di tale portata non potranno mai ricevere un risarcimento congruo per la loro salute minata e il loro benessere compromesso e soprattutto per la loro dignità calpestata. In ogni caso è d’uopo che i legislatori lavorino duramente per convenire equi ristori che possano in qualche modo lenire le tante sofferenze cagionate ad onesti cittadini proprio da chi doveva tutelarne salute e benessere.

Ma prima bisogna legalizzare

Lo Stato dovrà spendere un sacco di soldi per ristorare i tanti cittadini danneggiati, ma legalizzando lo Stato avrà modo di guadagnarne tanti di soldi più sia sul breve che sul lungo periodo.

Giovanni Caggia, medico neurochirurgo pugliese, iscritto all’Ordine dei Medici della Provincia di Lecce in data 30.1.1981 con numero di iscrizione 3155, è attualmente responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Centro Cefalee dello Studio Radiologico Associato Calabrese di Cavallino (LE), struttura privata accreditata con il Sistema Sanitario Nazionale. Tra i primi dottori in Italia ad utilizzare la cannabis come terapia per per varie patologie.