Leggi criminali che uccidono

Quanta merda albanese i miei polmoni hanno dovuto fumare a causa delle proibizioniste leggi criminali! Quanto stress, ansia, soldi in più spesi e finiti nelle casse della criminalità.

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Giovanni Caggia, medico neurochirurgo pugliese, iscritto all’Ordine dei Medici della Provincia di Lecce in data 30.1.1981 con numero di iscrizione 3155, è attualmente responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Centro Cefalee dello Studio Radiologico Associato Calabrese di Cavallino (LE), struttura privata accreditata con il Sistema Sanitario Nazionale. Tra i primi dottori in Italia ad utilizzare la cannabis come terapia per per varie patologie.

Sacerdote italiano di 72 anni, deceduto per coronavirus, ha rinunciato al suo ventilatore. È una bufala.

Don Giuseppe Berardelli, sacerdote a Casnigo, in Italia, è morto la scorsa settimana dopo essere stato infettato da COVID-19.

La storia della morte di Berardelli è stata ampiamente condivisa dopo che il sito mediatico italiano Araberara ha riferito che i parrocchiani hanno donato un ventilatore a Berardelli, ma ha rifiutato di usare il respiratore e invece lo ha dato a un paziente più giovane nello stesso ospedale.

La storia è stata condivisa da una varietà di siti di notizie regionali e globali

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Giovanni Caggia, medico neurochirurgo pugliese, iscritto all’Ordine dei Medici della Provincia di Lecce in data 30.1.1981 con numero di iscrizione 3155, è attualmente responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Centro Cefalee dello Studio Radiologico Associato Calabrese di Cavallino (LE), struttura privata accreditata con il Sistema Sanitario Nazionale. Tra i primi dottori in Italia ad utilizzare la cannabis come terapia per per varie patologie.

Cannabis ai tempi del corona virus

Chi utilizza la cannabis per curarsi e migliorare la qualità della sua vita è abituato alle tante ingiustizie causate da leggi sbagliate e incomplete, operatori della sanità ignoranti e in generale l’anacronistico e antiscientifico proibizionismo.

Tante da tempo le promesse disattese della politica, e anche le associazioni esistenti sono abbastanza impotenti e inutili. Insomma la situazione era già abbastanza drammatica, per gli annosi problemi della cannabis terapeutica: essenzialmente i costi e le difficoltà di approvvigionamento.

Ora che è arrivato il COVID19 la situazione è diventata drammatica, e nessuno degli incapaci che scalda la sedia in Parlamento ha sollevato il problema. Problema che ci tengo a sottolinearlo riguarda la salute di numerose persone, fisica e mentale! Quindi un argomento degno di attenzione a maggior ragione, visto che il virus colpisce più facilmente, e con esiti più nefasti, chi sta soffrendo per qualunque patologia.

Giovanni Caggia, medico neurochirurgo pugliese, iscritto all’Ordine dei Medici della Provincia di Lecce in data 30.1.1981 con numero di iscrizione 3155, è attualmente responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Centro Cefalee dello Studio Radiologico Associato Calabrese di Cavallino (LE), struttura privata accreditata con il Sistema Sanitario Nazionale. Tra i primi dottori in Italia ad utilizzare la cannabis come terapia per per varie patologie.

Gli scienziati “condannano fermamente” le voci e le teorie del complotto sull’origine dell’epidemia di coronavirus

Un gruppo di 27 eminenti scienziati della sanità pubblica al di fuori della Cina sta respingendo un flusso costante di storie e persino un documento scientifico che suggerisce che un laboratorio a Wuhan, in Cina, potrebbe essere l’origine dello scoppio di COVID-19. “La condivisione rapida, aperta e trasparente dei dati su questo focolaio è ora minacciata da voci e disinformazione sulle sue origini”, scrivono gli scienziati, provenienti da nove paesi, in una dichiarazione pubblicata online da The Lancet ieri.

Giovanni Caggia, medico neurochirurgo pugliese, iscritto all’Ordine dei Medici della Provincia di Lecce in data 30.1.1981 con numero di iscrizione 3155, è attualmente responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Centro Cefalee dello Studio Radiologico Associato Calabrese di Cavallino (LE), struttura privata accreditata con il Sistema Sanitario Nazionale. Tra i primi dottori in Italia ad utilizzare la cannabis come terapia per per varie patologie.

Sito del ministero della Sanità in tilt! E questi devono difenderci da un virus?!?

…siamo davvero nelle mani di incapaci!

Incapaci come i 5 stelle che nulla hanno saputo fare per la legalizzazione, pur essendo in due governi diversi.

Se non sanno neanche tenere su un sito web, che il mio nipotino ne sarebbe capace, come possono difenderci da un virus.

Adesso è ritornato in sé, ma ci sono giusto un paio di problemi gravissimi, problemi che è vergognoso che affliggano il sito di un ente importante quale quello del Ministero della Salute. Problemi che già avevo segnalato in un articolo su BeLeaf. Ve li indico di seguito:

Il sito del Ministero della Salute non è correttamente visualizzabile da cellulari e tablet

Avete capito bene, nel 2020 il sito del Ministero della Salute non è responsivo, come tutti i siti dei miei clienti (ho una web agency e mi occupo di SEO), ne è dotato di una versione mobile. In altre parole se vorreste leggere le informazioni in esso riportate, avrete grossi problemi a farlo utilizzando il cellulare. 12 anni fa questo non sarebbe stato un grande problema, ma si da il caso che nel 2020 oltre il 50% delle persone accedano ad internet utilizzando dispositivi mobili.

Il sito del Ministero non è sicuro!!!

Non entro nel merito di cosa sia un certificato SSL, ne vi parlerò di protocolli, ma in soldoni possiamo affermare che il sito del Ministero non è sicuro, ossia non è sicuro inviare attraverso esso dati sensibili. Alcuni browser o alcuni sistemi di sicurezza potrebbero impedirvi di accederci proprio per questo motivo. So che sembra assurdo, ma potete benissimo verificarlo accedendovi e guardando la barra del browser in alto a sinistra.

Fate scorta di alimentari a lunga conservazione, ma senza esagerare, e procuratevi qualche mascherina per eventuali emergenze. Io già le ho acquistate e ora vado a comprare legumi in scatola!

Giovanni Caggia, medico neurochirurgo pugliese, iscritto all’Ordine dei Medici della Provincia di Lecce in data 30.1.1981 con numero di iscrizione 3155, è attualmente responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Centro Cefalee dello Studio Radiologico Associato Calabrese di Cavallino (LE), struttura privata accreditata con il Sistema Sanitario Nazionale. Tra i primi dottori in Italia ad utilizzare la cannabis come terapia per per varie patologie.

Corona Virus a Milano

Un 38enne italiano sembrerebbe essere risultato positivo al test del coronavirus. Sono in corso le controanalisi a cura dell’Istituto Superiore di Sanità.

L’uomo è attualmente ricoverato in terapia intensiva presso l’ospedale di Codogno. Gli accessi al pronto soccorso e le attività programmate sono attualmente interrotti come misura cautelativa.

Le persone che sono state a contatto con il paziente sono in fase di individuazione e sottoposte a controlli specifici e alle misure necessarie.

Prevista per domattina una conferenza stampa.

Cercando sul web abbiamo trovato una frase in un articolo de ilcittadino.it, che ci ha un po’ inquietati.

«A Codogno, l’altro giorno, un paziente è entrato in pronto soccorso, spaventato, temendo di essere ammalato. In realtà, per fortuna, aveva solo l’influenza.» – articolo del 31 gennaio scorso

ilcittadino.it dello scorso 31 Gennaio

Speriamo non si tratti della stessa persona, che ora si trova in terapia intensiva.

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Tutto il male del proibizionismo

Sono assolutamente convinto di dover intentare causa allo Stato Italiano per aver attuato e sostenuto politiche troppo stupide e deleterie, ossia quelle proibizioniste, che mi hanno arrecato numerosi danni.

Il proibizionismo è come il nazismo! Danneggia e discrimina, e uccide, una fascia della popolazione particolarmente debole, coloro che traggono beneficio in numerosi modi dall’assunzione della cannabis. In realtà il proibizionismo è anche peggio del Nazismo, perché non solo danneggia chi necessita di cannabis per vivere meglio, ma indirettamente anche chi non la assume. Questo accade in numerosi modi che di seguito esporrò.

Una cosa da dire prima di qualunque altra è che nessuno al mondo avrà smesso di fumare o non ha iniziato perché è proibita: la cannabis è largamente utilizzata ovunque! Il proibizionismo non solo crea tanti danni, non ottiene neanche l’effetto voluto, anzi come vedremo produce l’effetto contrario.

Giovanni Caggia, medico neurochirurgo pugliese, iscritto all’Ordine dei Medici della Provincia di Lecce in data 30.1.1981 con numero di iscrizione 3155, è attualmente responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Centro Cefalee dello Studio Radiologico Associato Calabrese di Cavallino (LE), struttura privata accreditata con il Sistema Sanitario Nazionale. Tra i primi dottori in Italia ad utilizzare la cannabis come terapia per per varie patologie.

Amaro Lucano: ancora pubblicità occulta per i nostri giovani

L’amaro Lucano fa indubbiamente male alla salute! Eppure in Italia si può allegramente pubblicizzare, con degli spot al limite del subliminale, in cui lo spettatore non è in nessun modo allertato della presenza di un messaggio promozionale.

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Il CBD può dare dipendenza?

Una delle domande che potresti porti è la seguente:
Posso diventare dipendente dal CBD?” La risposta potrebbe essere che dipende da cosa intendi per “dipendente”.

La risposta è “NO”

Osservando il meccanismo di azione chimico del CBD, la risposta è no. Il cannabidiolo non provoca dipendenza fisica allo stesso modo degli oppiacei, della cocaina, dell’alcool e di altre droghe. Inoltre, il CBD non produce alcun sintomo di astinenza fisica quando smetti di usarlo. In effetti, il CBD è attualmente oggetto di ricerche come potenziale strumento per ridurre al minimo la pesante astinenza da farmaci come gli oppiacei. In un recente articolo abbiamo parlato di CBD e tramadolo, un farmaco oppioide che in alcuni soggetti da problemi di dipendenza, più semplici da gestire usando l’olio di CBD.

Ma, detto questo, gli esseri umani possono diventare dipendenti da qualsiasi cosa tra cui esercizio fisico, musica, sesso e cibo.

Un consiglio

Poiché il metabolismo del CBD coinvolge alcuni importanti enzimi epatici, è fondamentale fare le tue ricerche, parlare con il tuo medico e capire come consumarlo per la tua situazione specifica.

L’informazione e la conoscenza saranno le tue armi più potenti in futuro.

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Tramadolo, dipendenza da tramadolo e CBD

Se stai leggendo queste righe, probabilmente conosci già il tramadolo. Un oppioide di sintesi, utilizzato principalmente come antidolorifico, che recentemente sta guadagnando una crescente fama, spesso accompagnata dalla solita disinformazione, che non manca mai quando si tratta l’argomento droga. Infatti è stato impropriamente definito la droga dell’ISIS o la droga del combattente, ma questa è un’altra storia. In questo articolo parleremo di come il CBD possa aiutare a smettere di usare il tramadolo.

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