Proibizionismo e patto Stato-Mafia

Vorrei che la mafia facesse un patto con lo Stato, come già ha fatto altre volte, però per legalizzare la cannabis. Mi rivolgo a voi mafiosi, e a voi incapaci politici di merda… HO UNA BELLA NOTIZIA!!! Si può legalizzare la cannabis, in modo che il dottor Cuppone (chi scrive queste righe) si possa gestire la vita come meglio vuole, curandosi come meglio vuole senza dover dilapidare capitali, non intaccando le entrate della criminalità, che da sempre vi sostiene, anzi aumentandole… possibilmente! Contenti?!? (deing deing …suono di scacciapensieri siciliano)

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Cannabis per mal di schiena

La cannabis in Italia è prescrivibile per il dolore neuropatico, per quanto la sua efficacia sul dolore in sé non sia sempre elevata, risulta un ottimo coadiuvante di altre terapie.

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Sono innocente, criminale è la legge!

Ciao,

ti scrivo per una notizia importante, sono sicura che troverai qualche minuto per un aggiornamento sul caso di Matteo Mainardi.

Alle 10 di mattina di ieri, all’inizio della manifestazione antiproibizionista a Montecitorio, Matteo – che coltivava da 67 giorni per la disobbedienza di #IoColtivo – è stato fermato dalla polizia con la sua pianta di Cannabis.

La Polizia lo ha denunciato e ha sequestrato la sua piantina, dona ora 9 euro per difendere Matteo.

Dopo ben due ore di fermo ha ricevuto un verbale di denuncia per “Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope” e per “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”.

Probabilmente hai iniziato a conoscere Matteo sul suo canale YouTube, dove ogni lunedì ci aggiornava sulla sua disobbedienza. Ha scelto responsabilmente di iniziare questa disobbedienza perché stufo di non sapere quello che compra per strada, perché è stanco di comprare cannabis a vantaggio delle mafie.

Matteo fa parte della comunità di #IoColtivo e dobbiamo aiutarlo.

Abbiamo deciso di raccogliere 1000 euro per sostenere le spese che sarà necessario affrontare per difenderlo. Dona ora 9 euro per difendere Matteo.

Gli avvocati hanno dato la loro disponibilità a difendere gratuitamente i nostri amici disobbedienti, ma vogliamo raccogliere questa cifra per sostenere le spese vive che ci saranno (oneri amministrativi, analisi della pianta…)

Grazie, perché sarà solo grazie a te che la legalizzeremo. Le eventuali denunce che ci colpiranno serviranno a creare nuovi casi di tribunale che confermino l’idea che ci unisce: dobbiamo essere liberi di piantarla!

Un abbraccio, conto di tornare a scriverti presto per condividere i prossimi aggiornamenti.

Antonella

Foto di Antonella

PS: puoi donare anche con Bonifico bancario intestato a “Centro di iniziativa antiproibizionista” IBAN: IT45E 05034 03264 000000001694.

Metti nella causale “Matteo”, così saprò che hai donato per sostenere le spese per difenderlo. Grazie 🙏🏻

Ciao Eugenio
Alle 10 di mattina di ieri, all’inizio della manifestazione antiproibizionista a Montecitorio, Matteo – che coltivava da 67 giorni per la disobbedienza di #IoColtivo – è stato fermato dalla polizia con la sua pianta di Cannabis. La Polizia lo ha denunciato e ha sequestrato la sua piantina, dona ora 12 euro per difendere Matteo. Difenderò io Matteo, che ieri mi ha nominata sua avvocatessa. Sono un’attivista e un’avvocatessa, partecipo a questa disobbedienza difendendo i disobbedienti che stanno coltivando cannabis per questa iniziativa. Puoi fare adesso una donazione per sostenere le spese vive per la difesa di Matteo? Gli avvocati che insieme a me sostengono con il loro lavoro questa disobbedienza difenderanno gratuitamente i nostri disobbedienti ma abbiamo bisogno adesso del tuo aiuto per coprire i costi delle iniziative legali. Abbiamo deciso di raccogliere 1000 euro per sostenere le spese che sarà necessario affrontare per difendere Matteo. Dona adesso, Eugenio: difendi Matteo. Grazie di esserci, ti riscriverò presto per aggiornarti su #IoColtivo
Giulia Crivellini
Da quest’anno puoi anche donare il tuo 2×1000 a Radicali Italiani:Sostieni Radicali Italiani con una donazione onlineo attraverso Bonifico BancarioIBAN: IT24 Z032 6803 2080 5285 9206 350
Filiale Banca Sella
intestato a: Radicali Italianio ancora con versamento su Conto corrente postalen. 27930015
intestato a Radicali Italiani

Cannabis light a domicilio in poche ore

Negli ultimi due, tre anni molte persone hanno iniziato a utilizzare la cosiddetta cannabis light o anche cannabis legale, ossia la cannabis a basso, quasi nullo, tenore di THC, il cannabinoide al quale si attribuiscono la gran parte degli effetti psicoattivi della cannabis.

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Paypal blocca chi vende CBD

Da tempo è nota la politica di Paypal nei confronti dei prodotti derivati dalla cannabis, in particolare il CBD. Politica questa che non è giustificata ne dal punto di vista scientifico, essendo ormai ben noti i tanti benefici del CBD per la salute umana, ne dal punto di vista politico, essendo il CBD legale praticamente ovunque, di certo in Europa e in America.

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Gli inammissibili slogan dei venditori di morte

Vi è mai capitato che vi resti in testa l’accattivante melodia di qualche pubblicità di amari, superalcolici e simili? A me sì, spesso! E mentre vi scrivo canticchio “Voglio l’amaro del capo…spettacolare ghiacciato“… è assurdo!

Lo Stato si rivela complice e artefice di un vero e proprio attentato alla salute pubblica nel momento in cui penalizza chi assume cannabis, con l’anacronistico proibizionismo, e invece lascia che chi vende superalcolici possa avvantaggiarsi di accattivanti slogan e musichette che ti restano in testa e ti spingono a tutti gli effetti a consumare alcol! PAZZESCO!!!

Vediamo di seguito alcuni di questi slogan, vecchi e nuovi, che lo Stato e la politica lasciano diffondere a tutte le ore a tutte le fasce di età… CRIMINALI!!!

Voglio l’amaro del capo… spettacolare ghiacciato!

Amaro del Capo

Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano!

Amaro Lucano

Averna, il gusto pieno della vita!

Amaro Averna

Leggi criminali che uccidono

Quanta merda albanese i miei polmoni hanno dovuto fumare a causa delle proibizioniste leggi criminali! Quanto stress, ansia, soldi in più spesi e finiti nelle casse della criminalità.

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Cannabis Social Club

questo nel 2011…….

Prepotente urgenza (il mio progetto sui CSC)
6 novembre 2011 alle ore 19:50

Da un po’ di tempo una rete di oltre 100 associazioni, ENCOD, lavora su un modello di produzione e distribuzione di cannabis per maggiorenni: il Cannabis Social Club (CSC). I CSC sono già presenti in altri stati europei e i RADICALI potrebbero creare il primo CSC italiano senza temere sanzioni internazionali. Ogni giorno decine di milioni di consumatori in Europa devono acquistare la canapa che consumano da organizzazioni più o meno criminali, con le conseguenze catastrofiche che ben conosciamo. La sola alternativa è coltivare in proprio la canapa che si consuma, ma solo pochi paesi tollerano la coltivazione di qualche pianta. Creare un CSC rappresenterebbe una grandissima attenzione ai vari malati di varie patologie che potrebbero trarre beneficio dall’utilizzo della cannabis. I membri del Cannabis Social Club devono altresì impegnarsi a non vendere cannabis e a non incitare altre persone al consumo, soprattutto se minorenni.

Un esempio di Cannabis Social Club è quello presente in Belgio: Trekt Uw Plant (Crescete la Vostra Pianta). Secondo la legge federale belga, la coltivazione di una pianta femmina di canapa per persona è tollerata, anche se non legale. Organizzando una coltivazione collettiva, il CSC che chiamerò Piantiamola!, tenterà di risolvere il problema di quelle (molte) persone che non possono coltivarsela da soli, anche per ovvi motivi di legalità, proteggendo i consumatori e non finanziando il mercato nero illegale.

Il nostro CSC sarà riservato agli utenti per ragioni terapeutiche e permetterà la gestione della produzione per consumo personale senza import/export della cannabis e, per questo, non contraria alle norme internazionali. Nella coltivazione si farà capo a tecniche migliori sia per la salute dell’utente che per la salvaguardia del territorio. Il mercato nero andrà ridimensionandosi e con lui i problemi che da esso dipendono: aumento del tasso di THC, prodotti di taglio, prezzi elevati, violenza, vendita ai minorenni, disturbi causati dal consumo in pubblico. Le autorità potranno elaborare una regolamentazione sensata e controllare i CSC sempre. Questo sistema potrà altresì creare occupazione in un paese come il nostro dove il precariato è all’ordine del giorno e rappresentare un’alternativa al mercato nero.

Senza tradire i suoi impegni internazionali, ogni Paese può depenalizzare immediatamente il consumo privato della cannabis e tollerare il possesso pubblico di 10 grammi e la produzione di quantità ragionevoli per il consumo. Potrebbe, ad esempio, trattarsi di uno stock di 500 grammi e della coltivazione di cinque piante per ogni utente.

Quando si pianifica la creazione di un Cannabis Social Club si dovrebbe evitare ogni contatto con il mercato nero. Il CSC non deve solo apparire legale, deve anche essere in vigore, ed i suoi membri dovrebbero essere in grado di dimostrare davanti a un tribunale possibile la propria patologia. Per questo, una disciplina rigorosa nella gestione e organizzazione del club è richiesta.

Ogni club ha bisogno di soci che partecipano attivamente alla sua organizzazione. Le regole devono essere chiare e semplici, e democraticamente gestite. La cosa migliore è contattare un avvocato che può consigliare sull’iter da seguire e, eventualmente, preparare una difesa in caso di necessità.

Prima di fare il primo passo è necessario verificare il quadro giuridico per l’uso di cannabis nel nostro paese. Poiché qui da noi questo consumo è considerato un crimine e il possesso di piccole quantità di cannabis per uso personale è perseguibile si rende necessario organizzare una difesa legale per un affidabile Cannabis Social Club.

FASE UNO: PRESENTAZIONE PUBBLICA DELLA INIZIATIVA

Il primo passo è la presentazione pubblica dell’iniziativa di organizzare un Social Club Cannabis attraverso una conferenza stampa. E ‘meglio associare una personalità (una figura politica o un artista) per coprire i media.

Durante la presentazione si metterà in evidenza il fatto che l’unico obiettivo del club è quello di fornire un’alternativa legale, sicuro e trasparente sul mercato nero.

Se le autorità non rispondono, allora è il momento per la seconda fase.

FASE DUE: LA CREAZIONE DEL CLUB

Il passo successivo è l’istituzione formale di Cannabis Social Club, come associazione di consumatori e produttori che coltivano cannabis collettivamente, in un circolo chiuso, la quantità di cannabis per il consumo personale. Creare un comitato esecutivo, con almeno un presidente, un segretario e un tesoriere, e sviluppare il processo decisionale democratico e trasparente, in modo che tutti i membri sono a conoscenza dei passi importanti compiuti dalla organizzazione, gestione finanziaria ecc …

Negli statuti dobbiamo specificare le intenzioni dell’associazione: per evitare i rischi inerenti l’uso di prodotti del mercato nero (adulterazioni, ecc …).

Se si vuole si può ottenere!