Riporto di seguito una testimonianza presa dalla pagina Facebook di Hempy, azienda produttrice di olio di CBD, oltre che di numerosi terpeni estratti dalla pianta di cannabis.

L’utente riporta la sua esperienza nel curare l’anziana genitore che dopo un attacco ischemico transitorio non diagnosticato avvenuto in passato, ora sperimenta una vasculopatia progressiva con demenza temporale, esibendo una sintomatologia molto simile a quella del morbo di Alzheimer, per curare il quale abbiamo visto l’efficacia della cannabis terapeutica in un precedente articolo.

I sintomi riportati e poi risolti grazie all’utilizzo dell’olio di CBD al 5% sono:

  • perdita di memoria;
  • irascibilità;
  • allucinazioni;
  • apatia

Eccovi la testimonianza originale copiata e incollata, senza correggere gli errori ortografici, che non ne inficiano la comprensibilità.

Buonasera a tutti. volevo condividere la mia, la nostra esperienza familiare. La mamma ha 76 anni. ha iniziato con un Tia/ictus non diagnostica 15 anni fa. 10 anni fa quello che sembrava un episodio di vertigine si è invece rivelato il.problema: vasculopatia con progressiva demenza temporale. non diagnosi di alzaimer ma alla fine il risultato è lo stesso La mamma è progressivamente peggiorata; tutto come da manuale. Dalla perdita di memoria all’irrascibilita, allucinazioni e apatia e ora non cammina più e parla pochissimo. Da circa un mese e mezzo assume Hempy oil al 5% vi garantisco che la.situazione è cambiata. l aspetto più evidente è quello del carattere; non e”più ne arrabbiata ne disperata non ha le allucinazioni, non prende a sberle.la badante, parla e ride. Ovviamente quello che si è perso non si recupera più però anche per il papa che ci vive insieme e’ tutto un’altro vivere. La prova l’abbiamo avuta quando l’olio e’ finito e per una settimana non l ha più preso. La.situazione era regredita vertiginosamente. riprendendolo la situazione si è risistemata.

Una utente di Facebook

Ho trovato particolarmente interessante questa testimonianza, sia per la sua totale spontaneità, che per la netta evidenza di un risultato positivo.

È molto interessante anche il fatto che sia stata valutato l’effetto della sospensione, osservando appunto la ripresa della sintomatologia avversa interrompendo l’assunzione di CBD.

Per finire è da notare la bassa concentrazione utilizzata (5%), cosa che rende fiduciosi sulla possibilità di trattare casi più gravi con concentrazioni più elevate.

Possiamo concludere che è sicuramente opportuno valutare l’utilizzo dell’olio di CBD per la demenza senile dovuta a vasculopatia.

Medico chirurgo, specializzato in neurochirurgia, ex-dirigente 1°livello presso la Divisione di Neurochirurgia dell’Ospedale V.Fazzi di Lecce. Attualmente Responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Centro Cefalee dello Studio Radiologico Associato Calabrese di Cavallino(LE), struttura privata e accreditata con il Sistema Sanitario Nazionale. Uno dei primi medici in Italia ad aver utilizzato con successo terapie a base di cannabis.