La giornata mondiale dell’autismo sta per concludersi, e ho appena deciso di pubblicare una lettera che qualche mese fa ho inviato al mio medico curante. Parlo anche di sindrome di Asperger, perché anche io sono nello spettro. Sia anche questa consapevolezza sull’autismo. Buona lettura!

Lettera al mio medico curante sulla cannabis terapeutica

Ciao caro dottore,
ormai da troppo tempo rimando di scriverti queste righe, per tante ragioni, non ultima la pigrizia di mettermi a scrivere su un argomento, così importante, che tanto mi sta a cuore e che tanto impatta sul mio quotidiano stato di benessere psico-fisico, parlando del quale argomento voglio assolutamente evitare di cadere in banalizzazioni o fraintendimenti di sorta. Ho le idee molto chiare in merito, raramente ho così pochi dubbi su qualcosa, e spero di riuscire a rappresentare queste idee dignitosamente nelle suddette e seguenti righe. L’argomento di cui parlo è l’uso di cannabis.

Oggi è la giornata in cui nel Canada entra in vigore la legge che legalizza la cannabis, anche per uso ludico/ricreativo, oltre che medicinale; si parla già di “canatourism“, giocando sul fatto che le parole “canapa” e “Canada” inizino con le stesse sillabe e riferendosi al notevole afflusso turistico che si prevede a seguito di questo importante passo. Quale giorno migliore per scrivere al proprio medico in merito alla cannabis, del giorno in cui un paese del G7 si unisce al club, sempre più cospicuo, degli Stati illuminati che abbandonano certe leggi così ingiuste e nocive? Leggi, volute in passato da varie lobby e ormai, ora che il petrolio sta finendo e le case farmaceutiche hanno abbondantemente fiutato il business, care solo alla criminalità organizzata e non. Criminalità che non potrà fermare il trend in atto, che ha visto negli ultimi anni legalizzare la cannabis dall’Uruguay alla Georgia (paese excomunista), passando per diversi stati degli Stati Uniti d’America, questi ultimi ogni anno più numerosi. Paradossale visto che certe leggi sono nate proprio là nella terra di libertà (vedi Marihuana Tax Act); evito di citare la posizione in classifica dell’Italia come paese produttore di canapa negli anni 50, come si fa sempre in questi casi, la sanno anche i bambini!

Inoltre, in Italia, è passato giusto un anno da quando la Camera dei deputati ha approvato il testo unificato relativo alle “Disposizioni concernenti la coltivazione e la sommistrazione della cannabis a uso medico”, testo che da ulteriore ragione d’essere a questa mia lettera, ma che fece calare definitivamente il sipario sulle speranze di vederla legalizzata completamente, consentendo anche l’autocoltivazione, come ci aveva fatto illudere l’intergruppo parlamentare nato per questo scopo (http://www.cannabislegale.org/).

Ma veniamo a me, negli ultimi venti anni ho assunto cannabis regolarmente, quasi ogni giorno, riuscendo negli ultimi 6 anni a smettere di fumare le sigarette di solo tabacco, e limitando quasi a zero l’utilizzo di superalcolici. Attualmente non uso altre sostanze attive sul SNC, salvo la birra, la caffeina e i farmaci che uso per il dolore lombare e a gamba e piede.

Adesso dopo vent’anni, nei quali ho conseguito tra l’altro una laurea in ingegneria, ho formato con profitto numerosi allievi in varie discipline scolastiche e professionali, e ho contribuito a creare diverse aziende produttive e che pagano le tasse, tra cui la mia attuale Web Lab24 (nota 1), ho l’impellente necessità di assumere cannabis in maniera più metodica, sicura e controllata, in particolare non voglio più avere a che fare con la criminalità, ne dovermi preoccupare delle forze dell’ordine, che, da onesto cittadino quale sono, dovrei vedere come una potenziale difesa e non come una minaccia, e soprattutto non voglio più fumare le schifezze che girano sul mercato nero, ma voglio cannabis di qualità! Immagino che potrò ottenere tutto questo con la prescrizione della stessa da parte di un medico.

Da quelle che sono le mie informazioni in merito alla prescivibilità della cannabis, come paziente ricado in due possibili indicazioni terapeutiche:

  • la terapia del dolore, cagionatomi da protusioni ed un ernia discale, che come sai attualmente gestisco con tramadolo e all’occorrenza pregabalin, entrambi meno nocivi dei FANS sul lungo periodo;
  • la gestione di stati di ansia, depressione (distimia) e stress. Problemi che fortunatamente fino ad ora ho gestito da me, anche grazie alla cannabis, anche supportato dall’ottimo medico che sei, ed evitando il ricorso a tipiche terapie psichiatriche (SSRI e compagnia), che ammettiamolo pure, nel caso di disturbi leggeri, raramente giovano in maniera significativa e molto spesso peggiorano il quadro. Ho evitato anche il ricorso alla psicologia in cui “non credo”. Ho la presunzione di poter farmi da solo da “psicologo”, e ho la certezza che non farei entrare nessun altro nei miei pensieri più intimi, quindi non credo servirebbe comunque a molto. Come sai in passato per gestire questi disturbi ho fatto uso saltuariamente di benzodiazepine, che non conto di usare in futuro, in particolare quelle con bassa emivita, che mi danno un’ansia di rimbalzo paurosa, e anche di tramadolo, come prescrizione off-label. In realtà in passato ho anche usato con profitto il pregabalin e il gabapentin per gestire l’ansia. Purtroppo sia il tramadolo, che gli ultimi due, portano a sviluppare tolleranza ai loro effetti, oltre a dare dipendenza, ben gestibile scalando e comunque controllando le dosi, ma resta in generale non opportuno un loro utilizzo continuativo per queste indicazioni.

Da utente affezionato ed assiduo di una materia prima, prodotta naturalmente da una pianta che cresce benissimo alle nostre latitudini, da tempo, lungo tempo, troppo tempo, auspico una legalizzazione tout court, legalizzazione che ancora non c’è stata. Così assisto impotente al flusso costante delle mie finanze, guadagnate col sudore della fronte, nelle tasche della criminalità, dovendo anche sopportare i numerosi rischi legati al detenere una sostanza illegale, dovendo perdere un sacco di tempo e soprattutto, lo ripeterò spesso, avendo in cambio merce di infima qualità, che non solo è assai più dannosa (c’è anche il rischio di contrarre pericolose micosi oltre che di fumare schifezze addizionate), ma anche non da alcuna certezza circa le concentrazioni di principi attivi contenuti. Anche come consumatore vedo pesantemente lesi i miei diritti!

In ogni caso non scrivo queste righe per sostenere le ragioni della legalizzazione, quello già lo faccio in altri contesti e continuerò a farlo, ma ti scrivo per chiederti conferma del fatto che sia possibile prescrivermi la cannabis, per le indicazioni suddette, e per sapere quali siano i passi da effettuare per procurarsi la stessa, una volta che mi venga prescritta.

Per quello che mi riguarda le indicazioni terapeutiche citate sono una mera formalità, la cannabis migliora in maniera incontrovertibile il mio umore, dopo vent’anni lo saprò bene se è così o meno, e l’umore è quello che mi serve per alzarmi dal letto, per mettermi a lavorare per i miei clienti, per partecipare alle riunioni dell’ARCI (di cui sono vicepresidente), per giocare ai videogames, per entrare in chat per conoscere qualche nuova amica, o per andare ad una festa per lo stesso motivo… insomma di umore si vive e purtroppo anche si muore.

Ormai da qualche anno ho realizzato di essere nel cosiddetto spettro autistico (sono un aspie!), spettro al quale, a quanto sembra, devo alcuni dei miei “superpoteri”. (guardacaso Greta proprio oggi 2 aprile 2019 ha parlato di superpoteri) Ecco perché in seconda media, a 11 anni, nel tempo che gli altri bimbi, di 12 anni, svolgevano il compito di matematica della loro fila, io facevo quello di entrambe le file, senza errori e consegnavo anche per primo, ed ecco perché a 8 anni mi portavano nelle classi di quinta elementare a spiegare cosa fossero i protoni e gli elettroni agli altri ragazzi più grandi: Hans Asperger chiamava i suoi pazienti autistici “piccoli professori”. In effetti venivo spesso esibito dagli stessi insegnanti come una sorta di fenomeno, da baraccone o meno, non poteva che farmi piacere. Ma non sono solo superpoteri, sì è anche supersuscettibili e talvolta superconfusi, più soggetti al bullismo, all’occorrenza anche ingenui, e si rischia di raccogliere tanta frustrazione, si intellettualizza tutto molto e quasi inevitabilmente si sviluppano ansia e depressione. Vivere può risultare più “complicato”, e tante “soglie di sopportazione” si abbassano drasticamente rispetto alla norma. Si è molto più analitici, attenti ai dettagli e si fa fatica a vedere un “tutto” che non provenga dalla somma delle singole parti, a volte questo complica la vita altre volte ti mette nelle condizioni di notare cose che i “neurotipici” non notano o notano con difficoltà. Si fa fatica a semplificare e ad astrarsi, senza prima creare un “modello” che supporti quest’astrazione. L’ovvio non è contemplato! Chi ha la sindrome di asperger, o autismo ad alto funzionamento che dir si voglia, non è bravo ad imitare, non apprende facilmente osservando e basta, non segue le mode ed ama stare solo, ma non è asociale, solo che stare a lungo con la gente lo stanca molto. Troppi pensieri, troppe valutazioni, troppi dettagli e troppi input emotivi da gestire. Per alcuni non è una sindrome, ma solo un modo di essere, solo che anche se i superpoteri a volte aiutano, si può finire davvero male, non sempre si riesce compensare con la logica e l’intelletto questa sorta di deficit delle capacità emotive e sociali, e non sempre si compensa nel modo “giusto”, ma sto uscendo fuori tema. Tornando a noi, non vorrei mai essere diverso da come sono e mi sento molto fortunato, nonostante un potenziale deficit, ad essere riuscito ad acquisire tante abilità, anche emotive e sociali, imparando a gestire meglio il mio umore, e raggiungendo dei traguardi scolastico/accademici, professionali e sociali, assolutamente non scontati, soprattutto quando sperimenti certi disagi ed hai certe barriere invisibili agli altri (ben peggio di quelle architettoniche), e so di dovere molto a tante sostanze ed in particolare alla cannabis, che ora vorrei utilizzare in maniera più opportuna, cercando di limitare al massimo i danni. Danni dovuti prevalentemente alla modalità di assunzione per combustione, oltre che alla scarsa qualità del mercato nero ed ai rischi legali (che cagionano ansia), danni che utilizzando “cannabis medicinale legale” di qualità, potrò minimizzare, anche valutando altre modalità di assunzione, tra cui la vaporizzazione e l’uso alimentare.

Non escludo neanche che un utilizzo più opportuno mi potrebbe portare a diminuire le dosi, potendo scalarle gradualmente (cosa impossibile da fare con l’approviggionamento occasionale ed aleatorio dal mercato nero) e magari supportato da altre alternative per migliorare il mio umore (dalla meditazione alle tisane di altre piante), ma è anche vero che al momento se non fosse per il fastidio di dover inalare prodotti della combustione indesiderati, non apprezzo effetti collaterali che me ne sconsiglino l’utilizzo. Inoltre a differenza di altre sostanze, la tolleranza indotta da quelle presenti nella cannabis è minima, e quindi basta astenersi per poco tempo, perché sortisca nuovamente gli effetti desiderati con l’intensità voluta, dal controllo del dolore al miglioramento dell’umore.

Nello stesso tempo utilizzando cannabis in maniera più controllata e uniforme, conto di diminuire e cessare l’uso di altri antidolorofici, valutandone il ricorso solo nel caso di episodi acuti; ben conscio del resto che sono ben più dannosi della cannabis e con effetti sul SNC ben più importanti.

Ricapitolando, voglio, in sostanza, continuare a fare quello che ho fatto negli ultimi 20 anni, ma in maniera più sicura e più dignitosa. I costi economici e di tempo perso per approvvigionarsi sono insostenibili, e soprattutto non è sostenibile continuare a fumare la “merda” che gira sul mercato nero, senza contare che quella buona quando si trova costa quasi 20 euro al grammo.

Con la prescrizione cercherò di capire quali siano le modalità di approviggionamento più opportune e convenienti, nei prossimi giorni prenderò anche un po’ di contatti con associazioni e operatori del settore. Soprattutto, con la prescrizione, potrò evitare di rischiare e comunque minimizzare eventuali conseguenze legali. Non è davvero giusto che un onesto cittadino che paga le tasse – solo l’INPS si fotte 1000 euro ogni tre mesi fissi (anche se non mi alzo dal letto e non fatturo un euro) – debba essere criminalizzato in questo modo, come è stato fino ad ora, e debba essere costretto a spendere tanti soldi in più, con anche molti più rischi per la sua salute.

Sono del resto convinto che la cannabis vada legalizzata quanto prima ovunque, per tutti, e per tutti gli scopi, compreso quello ludico/ricreativo, e sono certo che presto o tardi ciò avverrà anche in Italia, ma io non posso più permettermi di aspettare che questo nostro paese così mafioso e bigotto faccia questo passo. (nota 2)

Infine conto prima o poi di rivalermi su uno Stato che mi ha perseguitato ingiustamente per tanti anni, conto di essere risarcito, le cifre spese sono davvero alte e i soldi sono solo la minima parte del danno cagionatomi.

Per quanto negli ultimi 10 anni tante volte mi sia riproposto di smettere, e questa sia stata sempre la mia intenzione sul lungo periodo, di fatto non l’ho fatto, ho fumato regolarmente praticamente ogni giorno, perdendo una marea di tempo e soldi, a reperire la tanto preziosa sostanza, che avrei potuto piantare in un mondo “giusto”.

Se avessi smesso giusto 10 anni fa avrei risparmiato almeno 30.000 euro, stimando in difetto, e tanta salute. Il punto è che il proibizionismo non mi ha impedito di acquistare 30.000 euro di sostanza e di fumarla, ma è servito solo a farmi sprecare tempo e farla valere tanti soldi, soldi che sono anche andati alla criminalità e soldi che avrei risparmiato piantandola, fumando anche qualità migliori e meno dannose. Non voglio tra 10 anni dover pensare che di nuovo ho buttato 30.000 euro più tutto il tempo perso, ne voglio tra 5 anni pensare di averne buttati 15.000. Se proprio devo spendere tanti soldi per stare bene voglio la fattura per Dio!

Caro Luigi non hai idea di quanta fatica faccio a stare calmo pensando al torto immenso che mi è stato fatto e si perpetra ogni giorno con questa storia della cannabis criminalizzata, dopo che di fatto si è anche consentito di proporre la stessa come componente culturale notevole per la mia generazione (dalla musica ai film), questo stesso pensiero è un tormento col quale non voglio più convivere, e forse ora vedo la possibilità oggettiva di uscire da questo irritante rimuginare su quanto lo Stato mi stia danneggiando, nelle finanze e nella salute, ogni giorno che passa. Almeno oggi vedo la possibilità di iniziare un percorso per uscirne da questi pensieri e per non dover ancora provare la rabbia che provo quando per avere le sostanze utili a farmi sentire bene devo fumare merda nociva pagata a peso d’oro, perché questo passano le mafie! E sapere che c’è anche chi con la Mafia ha fatto patti e sta in un Parlamento, che mantiene queste leggi assurde ed anacronistiche, fa girare le palle, dottore. Poi per la mia dignità ed autostima, e per non impazzire dal nervoso, devo comunque ripetermi che sarò risarcito per tutto questo, quando i lumi della ragione torneranno a splendere in giro, ogni tanto succede!

Spero che concorderai sulle mie valutazioni e ti prodigherai per aiutarmi nel mio intento terapeutico, auspicando che giovi alla mia salute ed alle mie finanze, ma soprattutto al mio umore, che mi serve per lavorare e pagare le tasse, resto in attesa di tue valutazioni ed indicazioni. A presto e grazie per l’attenzione.

Neviano 17 Ottobre 2018

Seguono note:

  1. attualmente realizzo siti web e mi occupo di web marketing con la mia azienda, il cui sito è www.weblab24.it. Prima ho lavorato per altre aziende come Ormag (2 anni) e PortalClub (7 anni), che ho contribuito a creare ed avviare.
  2. A proposito di bigottaggine ho anche scritto una lettera aperta al Papa, ma se è lo stesso Papa che scrive certe cazzate su Facebook (che riporto di seguito) , ci spero poco che sarà così intelligente da schierarsi a favore dell’antiproibizionismo, ma magari un miracolo… o cose del genere!

Dottore in Ingegneria Informatica, laureatosi con una tesi di ricerca presso il CNR sul riconoscimento biometrico utilizzando il pattern dell’iride umana, web developer e web marketer presso la web agency Web Lab24. Uomo di scienza, convinto antiproibizionista e utilizzatore di cannabis da oltre venti anni. Un fottuto aspie che controlla i suoi melt down e la sua asocialità con la cannabis, ma che se sente parlare un proibizionista non garantisce per la sua incolumità! Un cittadino in attesa di leggi più giuste e in attesa di risarcimento.