Ho da poco appreso che la canapa è legale a livello federale negli Stati Uniti d’America, la fonte è DolceVita Online, più che autorevole in materia, quindi non è una bufala! Peccato che è una notizia vecchia di tre mesi fa: https://en.wikipedia.org/wiki/Hemp_Farming_Act_of_2018.

Chiariamo inoltre che ad essere “legalizzata” a livello federale, consentendo la sua produzione commerciale negli Stati Uniti, è stata la cannabis contenente meno dello 0,3% di THC. In realtà loro, gli americani, la chiamano “hemp”, che qualcuno traduce con “canapa”, ma si tratta sempre di cannabis. Dobbiamo aspettarci anche in America la nascita e diffusione della cosiddetta cannabis light? Vedremo.

Tempo di far festa, ma per poco

Bisogna festeggiare non c’è dubbio (tre mesi fa però): è stata l’ennesima vittoria del movimento antiproibizionista! E da lì a poco anche il parere dell’OMS è stato in questa direzione, tra le varie cose chiedendo che venga legalizzato il commercio di CBD senza restrizioni. Ora più che mai bisogna darci dentro perché in Italia le cose cambino quanto prima, nel modo migliore possibile.

Sarebbe bello che ci fosse una maggiore qualità dei contenuti relativi alla cannabis sui siti italiani. Dispiace vedere una rivista “autorevole” come DolceVita, riportare sul proprio sito notizie vecchie di tre mesi come se fossero una novità, la dice lunga sulla mediocre condizione del movimento antiproibizionista in Italia, e quelli di Dolce Vita non sono certo i peggiori, anzi!

Piccola polemica verso un paio di colossi del web

Voglio sollevare una piccola polemica verso il colosso dei motori di ricerca. Per quanto la cannabis sia ormai legale negli USA, ancora lo strumento per le parole chiave di Google Ads censura le query, che contengono la parola cannabis. Ci auguriamo che le cose cambino velocemente.

Stesso discorso vale per Facebook, che censura le pagine che parlano di cannabis esplicitamente e che tra l’altro recentemente si è scusato con noi per aver chiuso una nostra pagina antiproibizionista, che però in nessun modo promuoveva l’uso o vendeva droga.

Mi arriverà il bedrocan per posta, Trump legalizza la cannabis: non svegliatemi!

Devo lavorare, è lunedì e c’è un sacco di cose da fare (gestisco una web agency, mi occupo di web marketing), ho anche appena fatto un bonifico di 80 euro a una farmacia di Bari perché mi spedisca 5 grammi di Bedrocan, regolarmente prescritti. Insomma, presto si fuma bene! E si lavora meglio! Per pagare le tasse che tra poco arrivano… ora pensiamo a legalizzare, poi chiederemo i danni per tutto! Buona vita ai miei cari 25 lettori!

Dottore in Ingegneria Informatica, laureatosi con una tesi di ricerca presso il CNR sul riconoscimento biometrico utilizzando il pattern dell’iride umana, web developer e web marketer presso la web agency Web Lab24. Uomo di scienza, convinto antiproibizionista e utilizzatore di cannabis da oltre venti anni. Un fottuto aspie che controlla i suoi melt down e la sua asocialità con la cannabis, ma che se sente parlare un proibizionista non garantisce per la sua incolumità! Un cittadino in attesa di leggi più giuste e in attesa di risarcimento.